Persone che camminano in montagna e ammirano la vastità della natura che emerge tra la nebbia

E’ soprattutto grazie alla montagna che ho riconquistato il mio rapporto con la natura e il rispetto verso di essa.

So che il legame può non essere immediato, eppure a volte proprio non riesco a comprendere come si possa concepire un uomo distaccato dal resto della natura.

Dal “resto della natura” per modo di dire, dal momento che noi stessi siamo natura. Siamo animali. Ne facciamo parte in tutte le nostre cellule. Ma ce lo siamo dimenticati.

Sentiero di montagna attorniato da nuvole verso cima Carega, Piccole Dolomiti, bianco e nero
Vista sulla valle di montagna, bianco e nero
Persona che cammina nella vastità delle montagne in bianco e nero
Nuvole che avanzano sulla cima della montagna, bianco e nero

Personalmente, davanti a certi paesaggi la cosa mi pare talmente ovvia che il mio ego si scioglie.

Con ego intendo il mio senso di identità, il mio IO, quella cosa che da un’illusione di separazione da ciò che ci circonda. Una separazione che in realtà non esiste ma che continuiamo imperterriti a portare avanti nella speranza che ci salvi. Che salvi il valore spropositato che ci diamo, mettendo tutto il contorno in secondo piano.

Abbiamo davvero bisogno di qualcosa che ci faccia ridimensionare, che faccia sfumare i confini netti della nostra persona, del nostro senso di superiorità.

Persona che cammina in montagna, sullo sfondo le Dolomiti, bianco e nero
Cima Carega, Piccole Dolomiti, bianco e nero
Lessinia, dolci pendii, sullo sfondo le montagne dell'Adamello-Brenta, bianco e nero

Isolati, dalla posizione di superiorità in cui ci siamo posti, non possiamo funzionare bene.

Solo un ricollocamento dell’uomo all’interno della natura e dei suoi meccanismi può creare una società sana, che rispetti il funzionamento del tutto, per creare finalmente benessere e abbondanza.

Temporale in arrivo sul lago di Sorapis, bianco e nero
Nebbia che avvolge le vette delle montagne, bianco e nero
Sentiero verso il Monte Cristallo, bianco e nero

Vi invito quindi con le mie fotografie a guardarvi attorno, un attimo: se osservate con il cuore e con l’anima, potete accorgervene e vi domanderete dove sia stato il vostro sguardo fino a quel momento. Sentitevi parte della bellezza, ritrovatevi ad amarla, a volerla rispettare, onorare, poiché il distacco che stiamo creando genera sofferenza che torna inconsapevolmente a noi stessi; allo stesso modo il bene proiettato all’esterno non potrà che tornare indietro, e finirà per avvolgerci da ogni dove.

Nebbia che avvolte i pendii delle montagne, bianco e nero
Persona che cammina in montagna, davanti solo un mare di nuvole, bianco e nero
Paesaggio di montagna in bianco e nero, alberi e dolci pendii, sullo sfondo vette innevate
Chioma rigogliosa di un albero che svetta verso il cielo, bianco e nero

4 commenti su “Ricollocarsi”

  1. Queste foto comunicano un senso di pace, allontanano i pensieri silenziando la mente. “Ricollocarsi” forse è proprio questo, far tornare in linea la mente col corpo, assaporare il momento presente del qui e ora. Mi fanno toccare l’immenso e l’infinito che è radicato nelle cose più comuni e che talvolta non riusciamo a cogliere. Scatti e Post Stupendi!!

    1. Grazie per le belle parole! Mi fa un enorme piacere che le fotografie ti facciano questo effetto, è proprio quello che vorrei arrivare a trasmettere e se ciò accade, non potrei avere soddisfazione più grande 🙂

  2. Ciao Virginia. Complimenti per il sito e le foto
    Volevo chiederti a cosa si deve la scelta del bianco/nero in queste foto?

    1. Grazie Tommaso! Questo progetto l’ho dedicato al bianco e nero perché a mio avviso è una tecnica che aiuta a staccarsi dalla mera rappresentazione dell’oggetto fotografato, per ricavarne un significato altro, concentrandosi più sulle linee, le forme, la drammaticità dell’atmosfera.

I commenti sono chiusi.

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